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15 dicembre 2009

che gli asini inizino a volare


sono momenti cruciali per il nostro paese: siamo passati dal tramonto lento del presidente del consiglio, pieno di problemi giudiziari e morali, ad un momento di grande concitazione in cui è forte la sensazione che bisogna correre ai ripari per arginare questo fantomatico clima d'odio.
l'aggressione ai danni di berlusconi potrà essere pretesto e giustificazione di atti più o meno democratici del governo che verranno accettati dalla maggioranza del popolo sentendoli necessari. ora che abbiamo negli occhi questa terribile sequenza: il volto insanguinato del premier, la folla che aggredisce tartaglia e i vari maroni e cicchitti che condannano l'evento con precisi mandanti morali (la sinistra, la magistratura ed i giornalisti contro al governo) tutto è più liquido ed intangibile, il confine tra verità e menzogna è più sfuocato, la paura sostituisce la razionalità, il sospetto la capacità critica.per questo a molti sembreranno giustificati interventi parlamentari contro un unico giornalista (marco travaglio, viva il contradditorio che tanto decantano), la volontà di oscurare siti internet ed eventuali provvedimenti ad personam per la protezione giudiziaria del premier.
sta a chi subisce un attentato del genere tranquillizzare l'opinione pubblica, parlare alla folla che si precipita contro l'attentatore, sedare la paura per l'incolumità nostra e di chi ci governa. al contrario, da parte della maggioranza è in atto una enorme strumentalizzazione con la consapevolezza che ora tutto è più facile, le persone hanno visto cosa la sinistra è in grado di fare: tentare di uccidere berlusconi. e allora ripeto: tutto si può dire e tutto si può fare. dare del comunista o insultare chi si oppone è giustificato, alludere a due fazioni quella del partito dell'amore contro quello dell'odio è un'analisi oggettiva della realtà, e se mostreranno il calice con il sangue versato dal nostro premier come una reliquia, promuovere capezzone ad intellettuale sarà un riconoscimento giusto e meritato.

22 novembre 2009

brenda è ritornato uomo


siamo scioccati per la morte di brenda, bizzarra pedina e perfetta rappresentante di questa grottesca commedia che è la politica italiana, tra colori arlecchineschi ed il rosso oscuro del sangue, tra vivaci canzonette popolari e assassini a mente fredda, tra cibi mediterranei e immondizia per le strade, inaspettatamente sottratta al gioco della vita.

alla vicenda marazzo lanciamo una secchiata di vernice nero profondo, nonostante la potenzialità, già ampiamente sfruttata da miserabili donne e uomini maturi che il sesso lo fanno e lo fanno in modo cristiano con un pizzico di pepe, nelle battutine sul fatto che ci sono i transessuali, che risate.

brenda che giace da qualche parte fragilmente carbonizzata, sarà stata anche una grande stronza che beveva troppo, che diventava violenta e poi frignava come una gallina ma ora è solamente un corpo, un corpo che di doppio ha ben poco ormai: non vediamo e non vedremo più l’anima che giustificava la metamorfosi fisica e mentale da uomo a donna, i fluidi, gli scontri chimici tra ormoni maschili e femminili sono eliminati; per questo brenda è ritornato uomo, tristemente, come quando strappi di mano il gioco ad un bambino.


18 novembre 2009

il giorno della fine non ti servirà l'inglese


ufficiale: anche bocchino ce l’ha duro.


“basta con le ghedinate da prendere o lasciare. i falchi berlusconiani devono finirla di parlare di complotto interno al pdl contro berlusconi. il presidente del consiglio deve guardarsi da quei suoi consiglieri che da anni lo hanno portato in un vicolo cieco, spingendolo verso soluzioni inutili, perche' la legge sul processo breve cosi' com'e' congegnata oggi e' destinata a sbattere contro il muro della incostituzionalita”

“anche per noi silvio berlusconi e' vittima di una persecuzione giudiziaria, il nostro problema prioritario e' quello di creare uno scudo attorno a berlusconi,vogliamo aggiungere alle iniziative legislative la ragionevolezza, la percorribilita', la coerenza con il senso dello stato e delle istituzioni”

le strategie dei nostri politici sono davvero povere di fantasia, come quando un bambino si nasconde dietro una tenda ed il genitore fa finta di non vederlo. per esempio, approposito del, nostro malgrado definito, ‘processo breve’, berlusconi sta minacciando il parlamento di bloccare moltissimi processi, per ottenere probabilmente una legge ad hoc per la prescrizione dei suoi o una sua immunità, cazzo cazzissimo astutissimo, come quando si chiedono cinquanta euro ai genitori per averne venti, diciamo: categoria intellettuale esperto. e casini come reagisce? mette sul tavolo la sua american express senior member, proponendo un lodo alfano su legge costituzionale. e tutto questo teatrino patetico fatto di potere ed interessi personali, di strategie politiche ed alleanze ci tiene compagnia come un programma televisivo d’altri tempi, come la carrà o pupo, è puro spettacolo, un varietà o una fiction.che fa proprio cagare.


ed ora, in questo ecosistema che si nutre, si riproduce, muore e rinasce in modo automatico, sono ricomparsi gli ex alleanza nazionale, in primis fini dall’oltretomba è andato da fazio, travaglio descrive l'intervista ‘bellissima’, e bocchino è il secondo. la loro posizione è forse ancora più grave di quella dei berlusconiani; sono, in qualche modo, consapevoli dell’inadeguatezza di berlusconi, ma per una ragione strettamente legata ad una strategia politica non possono dirlo esplicitamente, evitando lo scontro frontale. così possiamo compatirli, questi mentecatti della moralità mentre lanciano il sasso e nascondono la mano, mentre criticano la legge su questa turbo prescrizione, che spazzerà via tanti processi con altrettanti criminali in libertà (tranne i clandestini, grazie lega sempre al posto giusto nel momento giusto), mentre, tra le righe, fanno capire che, insomma, berlusconi è ridicolo, contemporaneamte si sforzano, come quando ti viene da vomitare ma non hai mangiato niente e muori di spasmi, di trovare punti in comune, di trovare anche i pregi di questo povero uomo.tutto in un' adorazione religiosa delle istituzioni, perchè la politica è una cosa seria.


in questi giorni di convalescenza dall’influenza e di esami che mi hanno allontanato dalla tastiera, ho pensato ad una soluzione pratica e veloce per distruggere, in qualche modo, questa terribile classe politica. la conclusione è questa: non serve un blog, nè internet, nè piero ricca o travaglio, quando gran parte degli italiani sapranno usare un mouse o prenderanno sul serio queste persone berlusconi sarà già insieme a tutankhamon a provarci con cleopatra.

bisogna, invece, chiudere gli occhi e scappare.in oriente.